PIERO A. CARTA - PRC/SE - la Sinistra l’Arcobaleno

Pagina del candidato de “la Sinistra l’Arcobaleno” per la Camera alle elezioni politiche del 2008 in Europa

Comunicato PC W-B con PRC/SE e PdCI del Belgio sulle elezioni

Pubblicato da pierocarta su 4 Aprile 2008

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Prendendo spunto dalla ben poco gradevole visita elettorale del signor Emanuele Filiberto di Savoia a Charleroi lo scorso mercoledì 2 aprile - vedere per esempio le reazioni del sindacato FGTB -, il Parti Communiste Wallonie-Bruxelles, insieme con le organizzazioni in Belgio del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea e del Partito dei Comunisti Italiani, ha emesso un comunicato che stigmatizza l’improprio comportamento di alcuni rappresentanti municipali di Charleroi - che hanno accolto il discendente di collaborazionisti fascisti con “onori ufficiali” - ed invita gli Italiani a votare la lista “la Sinistra l’Arcobaleno“, e in particolare i candidati comunisti come Marisa Corazzol, Piero Carta e Nicolò Gueci, per impedire il ritorno in Italia delle destre più retrive che mirano a distruggere le conquiste sociali e i servizi pubblici.

Il comunicato originale, in francese, è disponibile qui.

Una Risposta a “Comunicato PC W-B con PRC/SE e PdCI del Belgio sulle elezioni”

  1. baserossa Dice:

    Che un Savoia viva all’estero, anche se in seguito al bando della sua famiglia dal territorio italiano, fa di lui un “italiano nel mondo”. In tal senso teoricamente può presentarsi alle elezioni nella circoscrizione Europa. Che dalle elezioni non possa attendersi di essere eletto re, è anche chiaro, considerato che si tratta di elezioni repubblicane. Così, col nodo a otto e i colori aviti, il rampollo dei Savoia si candida e chi vuole lo vota.
    Ma.
    Che pretenda lo si chiami “altezza reale”, come si dice che faccia, fa proprio ridere. Non sa che nella repubblica i titoli nobiliari sono aboliti?
    Se poi si riferisce alla sua altezza reale, basta che la esprima in centimetri. In ogni caso l’altezza non è richiesta, nè per essere premier nè per essere re: si pensi che Vittorio Emanuele schierava i nipotini davanti allo sgabello sul quale saliva per le foto ufficiali. Più tardi divenne sgabello del fascismo. Allo sfascio generale, fuggì a Brindisi, e si parlò di bassezza morale.
    In ogni caso, il rampollo si metta in fila. Non necessariamente per ordine d’altezza.

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